… e forse anche solo per avere idee. Ogni volta che finisco di leggere un articolo di RS mi chiedo sempre se sarei mai in grado di scrivere anche io così. Per mestiere intendo. Riuscire a sbarcare il lunario scrivendo articoli, libri. Facendo l’artista. Di artista a casa ce ne è già uno, eppure ho sempre avuto la smania di scrivere. Non vorrei che la gente mi pagasse per quello che scrivo. Vorrei solo essere sregolato. Maledettamente menefreghista di tutto, riuscire a far emergere il lato oscuro e fottermene di tutto il resto. Sarà la post-cultura degli anni ’90. Sarà che forse io della vita non ci ho capito davvero un cazzo. Eppure ritrovarsi a metà esatta tra la razionalità e l’arte ti fa impazzire. Peggio che la religione. Forse, non lo voglio dire ma solo scrivere, forse un giorno crederò in Dio. Per via dell’arte, come mio padre. Non riesco mai a portare avanti una prosa degna di questo nome, non c’è modo e maniera che io riesca a scrivere un qualcosa più lungo di una pagina. Non puoi scrivere solo pezzi di storie. Servirebbero troppe storie. Vorrei inchiodare su carta tutte le mie perversioni. Sono figlio della mia generazione e mi nascondo in una bella gabbia squadrata che punta alla stabilità. Sono nato irrequieto. Sono sempre felice per non essere maledetto. Sono sempre attivo per non essere completamente spento. Al diavolo tutto.
‘Vorrei solo essere sregolata. Maledettamente menefreghista di tutto, riuscire a far emergere il lato oscuro e fottermene di tutto il resto.’
Maledetta in realtà mi ci sento. Per fortuna. Benedetta non vorrei essere mai da nessuno. Artista… Basta averne lo spirito. Tutta la vita può tramutarsi in un’opera d’arte, ma immagino che tu questo già lo sappia. Possiamo essere dei veri capolavori nella nostra stralunaggine. In fondo l’arte ha canoni che vanno superati, sconvolti, ma così facendo si tramutano in nuovi canoni. Se non c’è il lato chiaro, insomma, non c’è neanche quello oscuro. E mantenersi in quello chiaro abbastanza solidi da non perdersi in quello oscuro, probabilmente è la cosa più difficile.
Dobbiamo viverci il gusto del buio e l’ebbrezza della notte al limite del rischio di caderci dentro… Ma al limite, limite, perché se perdiamo la presa forte del giorno, allora è tutto finito. Non possiamo fottercene di tutto il resto. Se così fosse, vivremmo un’oscurità così perenne che ci verrebbe a noia anche quella. Quella invece deve rimanere il segreto gustoso di una follia rara. La notte non dovrà mai diventare ordinaria.
Scortichi la vita Shaice. E’ un bel blog. Sono bei post. Belle riflessioni schifosamente vere e toccanti. Tranquille, ma gridate. Mi piacciono.